E’ passato del tempo da quando Tim O'Reilly utilizzo il termine web 2.0 per la prima volta e moltissime sono le parole spese, a partire da quel momento, in migliaia di blog e documenti online di diversa natura per analizzare i risvolti tecnologici e sociali di tale definizione.
Noi non intendiamo a nostra volta entrare nel merito della discussione se si tratti di una vera rivoluzione tecnologica, di un semplice utilizzo “diverso” di tecnologie che già esistevano o addirittura di una trovata commerciale. Quello che secondo noi è indubbio però è che le tecnologie che si utilizzano per la costruzione di applicativi web si siano effettivamente affinate e il risultato è che molte di queste applicazioni tendono ad essere sempre più simili ad applicazioni desktop, a permettere una maggiore interazione degli utenti e ad avere effetti visivi e di usabilità che fino a qualche anno fa non erano rintracciabili nella rete. Questo è un fattore molto importante, che ha rivoluzionato il modo di progettare e realizzare siti internet e dalla maggior utilizzabilità di tali applicazioni è sicuramente derivato un modo più “sociale” di intendere il web, che viene visto ora oltre che come strumento di pubblicazione di informazioni anche come uno strumento di collaborazione, orientato a stimolare la creatività degli utenti e la loro partecipazione alle informazioni stesse di cui prima erano semplici consumatori.
Ed è per questo che noi crediamo nel web2.0 e pensiamo che nessun sito potrà mai più essere realizzato senza tener presente le tecnologie che oggi si hanno a disposizione o senza cercare di fornire tramite di esse quanti più strumenti di partecipazione per gli utenti si possa.
Quello che cerchiamo di fare in ogni nostra realizzazione quindi è di seguire questo filo conduttore e, ovviamente senza perdere di vista “lo scopo” per cui un’applicazione viene realizzata e l’utilizzo che se ne farà, cercare di applicare i principi del web 2.0 ad ogni nostro progetto web.


